Adriana Cioni

Adriana CioniNata a Trieste nel marzo del 1965, si trasferisce a Firenze nel 1975 a seguito della sua adozione. Frequenta la scuola d’arte, cimentandosi così in tutto quello che riguardava questa materia: fotografia, scultura, pittura ad olio, acquerello, pittura sul vetro, disegno, ecc; ma una delle sue passioni era scrivere, trasformando i pennelli e le matite in parole che dipingevano così il suo cuore. Scrive una prosa su Firenze, che è stata pubblicata dalla rivista “Firenze com’era”, formando così con il tempo un tipo di poesia che parla di colori, natura, e lo spirito che vi è contenuto.

Nel 2009 conosce la casa editrice Aletti, che nel 2010 pubblica il primo libro intitolato “Un cuore che parla”. Il secondo, insieme ad altri poeti al confronto, è il libro “Ghibli” pubblicato nell’aprile del 2014.

Partecipa anche a numerosi concorsi per la rivista Orizzonti, e le sue poesie le troviamo pubblicate in:

  • “Il Federiciano” con la poesia “Siamo uguali” (2010)
  • 4a edizione di “Habere Artem” con la poesia “Ballerina” (2011)
  • “Poesie per ricordare” con la poesia “Artisti innamorati” (vol.1o del 2011)
  • “Tra un fiore colto e l’altro donato” con la poesia Anime gemelle” (2011)
  • “Indice delle esistenze” con la poesia “Passioni” (2013)
  • “Indice delle esistenze” con tema “Le diversità” con la poesia “Due fiocchi di neve” (giugno 2013)
  • Per la casa editrice Pagine, insieme ad altri poeti al confronto, le sue poesie sono pubblicate su “Riflessi” nel 2014 e “Prospettive” nel 2015

 

Queste poesie, che sono solo una piccola parte di quelle scritte nei miei ultimi vent’anni, sono dettate da un cuore che parla nel silenzio della mia anima, fino a ridurle a una fievole voce che vengono sussurrate da parole scritte dalla mia mano che si rianima e prende vita dalle mie emozioni, in uno spazio tempo che è rumore ma che diventa silenzio quando sento dentro di me quella voce che mi fa raccogliere per poter esprimere le mie sensazioni che sono diventate con il tempo le poesie che sono.

Alcune sono fresche come le onde dell’oceano, alcune sono prati sconfinati, o un calore di una mano tesa con amore, vibranti del loro splendore eterno. Alcune volano così alte nel cielo che solo l’aquila può coglierne il significato. Forse alcune sono urlate dalla mia bambina interiore, forse perché triste per un’infanzia negata, forse perché troppo sola senza aver mai avuto una carezza da chi ha dato vita al mio essere.

Di strada ne ho fatta tanta nel frattempo, e per non perdermi sono andata a cercarmi su altri spazi, rincorrendo le nuvole e il vento, giocando con loro, con Madre Natura fino ad arrivare alle stelle divenute sorelle del cielo, trovando così amici fantastici ed inimmaginabili, considerati fatati, ma per me veri, concreti e reali.

Così ho ampliato i confini, scavalcando gli orizzonti che erano diventati stretti per il mio spirito, scoprendo che il cielo non è sopra la nostra testa, ma è dentro di noi, e che la mia ricchezza interiore è data dalla mia vita stessa.

Per conoscermi basterà leggermi fra le righe, e scoprirete il mio mondo, fatto di fragilità umane, forse a volte sembrano insormontabili, ma dando sempre uno sguardo alla luce infondo al tunnel, perché le vostre storie sono anche le mie storie, che nessuno è solo, ma siamo uniti dentro ad “Un cuore che parla” sul vento del “Ghibli”, su “Prospettive” sempre nuove, perché siamo “Riflessi” sugli stessi occhi.

ADRIANA CIONI

E-mail: adriana.cioni@libero.it

Pagina Facebook: Un cuore che parla di Adriana Cioni

 


adriana_cioni_prospettiveAntica è l’immagine del corpo, della carne, come ciò che, metaforicamente, ingabbia la nostra anima, simbolo di apertura ed infinita potenzialità, in una prospettiva tattile egoistica (la più semplice ed immediata) rivolta verso la nostra individualità e null’altro. La relazione, nel senso più universale e naturale possibile, è la più grande risorsa in nostro possesso, verso la liberazione dell’anima, è ciò che permette alla Psyiché, che è anche farfalla, di volare in alto, sempre di più e poi guardare in basso e scoprire di poter abbracciare, con lo sguardo, davvero tutto. Cosa può essere, in una trasposizione concreta, il volo della Psyché se non l’atto poetico in sé? Quell’atto che, unico e solo, sfuma i contorni corporei e trascende verso una prospettiva “meta”, ricca di infinite sfaccettature e possibilità. Quell’atto che ci relaziona con l’intimità più profonda di noi e dell’altro aiutandoci ad aprire lo sguardo ed ad (ac) cogliere le infinite alterità prospettiche che, quasi magicamente, ci preservano da uno sterile e cieca auto-prigionia: “Euforia significa vedere le cose sotto una prospettiva tutta particolare. Euforia significa liberazione momentanea dalle imposizioni della carne che invecchia, della carne prudente, esasperante, spaventata” (William Burroughs)

“Prospettive”, Ed. Pagine – Prezzo € 9.99 – ACQUISTA

adriana_cioni_riflessi
Viene spontaneo collegare, oggigiorno, la parola riflesso e il suo plurale, riflessi, a una mera condizione di specularità, una vera e propria conformità alla nostra immagine esteriore. Vi è tuttavia un significato più profondo e che indica nel riflesso la capacità di un essere vivente di avere una risposta automatica, istintiva, ad un impulso che viene dall’esterno.Traslata questa definizione questa definizione fisiologica sul piano poetico-letterario, si può quindi affermare che Riflessi non si limita ad esporre graficamente una traduzione di vissuti, bensì a mostrare come ogni autore sia un coacervo emozionale ed esperienziale che, nel riflettere nella e della scrittura, espone la propria relazione tra sé e il mondo. Solo così il riflesso può trasformarsi in una mediazione, ovvero nell’atto della Riflessione, da intendere, seguendo le parole di Freud, come “l’appropriazione del nostro sforzo per esistere e del nostro desiderio d’essere” non solo nell’hic et nunc, ma nel tempo infinito e discreto del comporre.

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adriana_cioni_un_cuore_che_parlaQueste poesie sono nate mettendomi ad ascoltare
quella voce che mi veniva dal cuore,
sussurrata piano, piano nell’Anima.
Ho imparato così che la via ci parla sempre,
ed è onnipresente dentro di noi,
ed è meraviglioso poterla sentire intimamente.
Ma ricordati una cosa…
Puoi farlo anche tu… CONTINUAMENTE

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adriana_cioni_ghibli Adriana Cioni con Parole tra le mani
“Il suo amore ci regalerà ancora tante emozioni
e ascoltandolo sentiremo
che niente e nessuno ci ha abbandonati,
ma che vanno solo abbracciati.”

Emanuele Mariani con Ali spezzate
“Se fossi vento,
asciugherei il verde mare che hai negli occhi,
ed aprirei le mie ali come fossi un gabbiano,
e scriverei nell’azzurro la parola
T’AMO”

Franca Moraglio Giugurta con Strada vivendo
“Hai lasciato la mia mano di bimba,
con dolore di membra e di animo.
Non eri pronto (lo sento)
per partire oltre la vita.”

Natsumi Terajima con Illusione del mio paese
“Se vedo con gli occhi,
si getta un ponte sul torrente secco
si allargano i cerchi bianchi di ghiaia
una libellula si riposa sulla roccia
che è coperta di muschio.”

Desolina Neboli con… per parlare con te in silenzio
“per ascoltare le tue parole
nella malinconia della sera,
nell’aria profumata
di questa nuova primavera
nel sogno di questa notte.”

Genesia Vincis con Il diario di bordo… il viaggio continua…
“E quando mi sorprenderai
saprò accoglierti.
Conosco già quel soffio
Che accarezza i miei pensieri…”

“Ghibli”, Ed. Aletti – Prezzo € 12.00 – ACQUISTA