Sport

Un Cavallo è per sempre (parte 2)

Pubblicato il

Giro molto in Italia e all’estero, chiamato per risolvere problemi di natura diversa ai cavalli, ed abbraccio di cuore – tra i tanti che incontro – quelle persone che anche se hanno più di un Cavallo mantengono sino alla fine dei suoi giorni il loro primo Cavallo acquistato: non hanno infatti dimenticato, come recita un’antica massima, che quando noi cavalchiamo prendiamo in prestito la libertà del Cavallo.

Tutto questo rende diverso lo sguardo nostro e la nostra stessa vita, così come la vita e lo sguardo di ogni singolo Cavallo. Molti Cavalli hanno uno sguardo triste, nella media – da me verificata in tanti anni – del 95%. Non è affatto un’esagerazione, ma basta guardarsi intorno per capire come stanno le cose, e tutto questo perché? Per il semplice motivo che non si dedica tempo e spazio al serio ADDESTRAMENTO del Cavallo.

Addestrare, infatti, significa “rendere destro”, poiché molti Cavalli in percentuale molto elevata sono sinistri; significa, anche, rendere abili e non c’è cosa più bella di sapere come rendere abile quel Cavallo, come equilibrare il suo “piazzamento” portandolo da naturale, cioè sulle spalle, ad artificiale, così come è corretto che sia sui posteriori. Non volendomi addentrare nella tecnica addestrativa, dico a quanti mi leggono che non è affatto opera di qualche guru o di qualche finito saggio sapiente, poiché la giusta Equitazione dovrebbe consentire a chiunque di lavorare bene i Cavalli, evitando il continuo cambio a causa di incapacità apparenti che l’uomo attribuisce a quel Cavallo.

Vi pongo una domanda: quante volte avete visto gli istruttori dedicare parte della giornata ai Cavalli di scuola per riequilibrarli, migliorarli, mantenendoli così Cavalli pieni della loro stessa dignità? QUASI MAI! Il problema quindi è come fare per raggiungere e costruire da un lato il rapporto con il Cavallo e dall’altro il suo giusto addestramento.

La risposta è molto semplice, perché basta affidarsi (o affidare i propri figli) in prima battuta a quanti con zelo, pazienza, passione e gentilezza, ma soprattutto con la tecnica, lavorano i Cavalli di cui dispongono. Se ci si affida a questi “Maestri” il vantaggio è duplice perché non si prenderanno mai fregature, e l’esperienza equestre tutta ci aiuterà a migliorarci come uomini e donne.

L’assenza di metodi coercitivi è altresì un grande elemento per poter verificare la bravura delle persone a cui ci affidiamo, evitando così di diventare anche se in buona fede “torturatori di Cavalli”, come spesso accade quando vedo Cavalli fiaccati nei fianchi per incredibili speronate, oppure pieni di piaghe in bocca per imboccature allucinanti e per tanto altro utilizzato per sottomettere in modo vile un Cavallo.

C’è un vecchio detto equestre che recita così:

Chi sprona un Cavallo in discesa o su per la china o non è suo o non lo stima

Bene, in questo detto è perfettamente centrato il senso della totale mancanza di rispetto a cui spesso assistiamo, perché un Cavallo di qualunque razza e di qualunque età ha la medesima biomeccanica, quindi esegue il passo, il trotto, il galoppo, salta, compie le arie alte e base e i movimenti di dressage, traina carrozze e tanto altro… ma, così come da me scritto precedentemente, dovrà sempre portarsi di schiena e mai di gambe sia che esso venga messo al prato, sia che esso venga cavalcato o utilizzato.

Concludo augurando a tutti voi una sana, seria e formativa esperienza equestre, chiedendovi con tutto il cuore di aderire a quell’invito semplice che dice:

Un Cavallo è per la vita

Date una carezza da parte mia ai vostri Cavalli.

 

Onofrio Carruba Toscano

 

 

 

Un pensiero su “Un Cavallo è per sempre (parte 2)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*